Copertina: Quanto rende un PAC da 100€ al mese? Simulazione reale

Quanto rende un PAC da 100€ al mese? Simulazione reale

8 min di lettura · aggiornato il 7 ottobre 2026

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2026. Dati e norme controllati sulle fonti ufficiali elencate in fondo all’articolo. Contenuto educativo, non consulenza finanziaria: come lavoriamo.

Hai deciso di mettere da parte 100€ al mese per investirli, e la domanda arriva subito: quanto potrebbero diventare? Nessuno può saperlo in anticipo, ma si può fare una simulazione onesta: prendere alcuni rendimenti ipotetici, applicarli a un PAC da 100€ al mese e vedere cosa succede a 10, 20 e 30 anni. Poi sottrarre ciò che le simulazioni di solito dimenticano: tasse, costi e inflazione.

Come funziona la simulazione

Ho calcolato un versamento fisso di 100€ a fine mese, con un rendimento annuo costante e reinvestito ogni mese. Sono ipotesi, non previsioni: nella realtà i mercati salgono e scendono, e il risultato dipende anche da quando inizi. Uso tre scenari: 3% (prudente), 5% (intermedio) e 7% (ottimistico), tutti al lordo di tasse e inflazione.

Il risultato: 100€ al mese per 10, 20 e 30 anni

DurataTotale versatoCon il 3% annuoCon il 5% annuoCon il 7% annuo
10 anni12.000€circa 13.900€circa 15.400€circa 17.100€
20 anni24.000€circa 32.700€circa 40.600€circa 50.800€
30 anni36.000€circa 57.900€circa 81.500€circa 116.900€

Il dato che conta non è il totale, ma come cresce la parte che non hai versato tu. Nello scenario al 5%, dopo 10 anni i rendimenti sono meno di un terzo del capitale; dopo 30 anni sono più della metà. È l’interesse composto che lavora: il tempo pesa più della cifra, come spiego anche nell’articolo sul segreto dei “pigri”.

Vuoi provare con i tuoi numeri? Usa il calcolatore di interesse composto.

Che rendimento è realistico?

Come riferimento, l’indice azionario mondiale MSCI World ha reso circa il 9% annuo lordo dal 1987, secondo la scheda informativa dell’indice (dati in dollari, dividendi reinvestiti, al lordo di tasse e costi). Ma quel numero nasconde stagioni molto diverse: nel periodo 2007-2009 l’indice ha perso fino al 57% dal massimo al minimo, e secondo altre fonti il decennio 2007-2016 ha reso intorno al 6% annuo, contro il 10-14% di altre stagioni. Il passato non garantisce il futuro, e per questo il 5% è uno scenario che uso con cautela: non è una stima, è un punto di mezzo per ragionare.

Se vuoi capire cosa compri quando investi nell’indice mondiale, leggi cos’è un ETF e perché l’MSCI World è la base di ogni portafoglio.

Cosa toglie la simulazione dal risultato reale

La tabella sopra è lorda. Nella vita reale tre cose riducono il risultato:

  • Tasse: in Italia le plusvalenze sugli ETF armonizzati sono tassate al 26%, al momento della vendita. Nello scenario al 5% e 20 anni, dei circa 40.600€ lordi restano circa 36.300€ dopo la tassa sui guadagni (16.600€ di guadagno, tassati per circa 4.300€). Ne parlo nel dettaglio nella guida alle tasse sugli ETF.
  • Costi: il costo annuo dell’ETF (TER) e l’imposta di bollo sul dossier titoli (0,2% annuo sul valore) riducono il rendimento. Un costo totale dello 0,2% annuo abbassa il risultato a 20 anni nello scenario al 5% da circa 40.600€ a circa 39.700€.
  • Inflazione: con un’inflazione media del 2% annuo, 40.600€ tra 20 anni valgono come circa 27.300€ di oggi. La cifra sale, ma il potere d’acquisto cresce meno di quanto sembra. È lo stesso meccanismo che rende rischioso lasciare tutto fermo sul conto.

E se i mercati vanno male?

Il caso peggiore da considerare non è un anno negativo, ma un decennio piatto. Se i rendimenti fossero vicini a zero per 20 anni, da 24.000€ versati ne avresti 24.000€ (senza nemmeno recuperare l’inflazione). Succede di rado su periodi lunghi e su mercati globali diversificati, ma non è impossibile. Per questo il PAC funziona meglio se hai un fondo di emergenza già messo da parte: così non sei costretto a vendere nel momento sbagliato.

Cosa cambia se aumenti o riduci la rata

Con lo stesso scenario intermedio (5% annuo ipotetico, 20 anni), ecco come cambia il risultato lordo al variare della rata mensile:

Rata mensileTotale versatoValore finale ipotetico
50 €12.000 €circa 20.300 €
100 €24.000 €circa 40.600 €
200 €48.000 €circa 81.200 €
300 €72.000 €circa 121.700 €

Il risultato è proporzionale alla rata: dimezzare l’importo dimezza il capitale finale. Quindi se 100 € sono troppi, partire con 50 € è comunque meglio che non partire. Per decidere la cifra giusta leggi quanto investire ogni mese.

Iniziare adesso o aspettare cinque anni?

Sempre con 100 € al mese al 5% ipotetico, ecco quanto vale il tempo: dopo 15 anni arrivi a circa 26.500 €, dopo 20 anni a circa 40.600 €, dopo 25 anni a circa 58.600 €. Rimandare di cinque anni l’avvio di un piano da 25 anni vuol dire passare da 58.600 € a 40.600 €: circa 18.000 € in meno, pur versando 6.000 € di meno. Il costo dell’attesa è molto più alto del risparmio nel breve periodo.

Conta anche quando arrivano i cali

Un esempio che mostra perché un PAC va guardato nel lungo periodo. Prendiamo 20 anni di PAC da 100 € al mese in cui l’indice ha lo stesso rendimento medio annuo composto del 5%, ma con un singolo anno di calo del 30%, e lo spostiamo nel tempo:

  • calo nel primo anno: capitale finale circa 51.500 €;
  • calo a metà percorso (anno 10): circa 40.600 €;
  • calo nell’ultimo anno: circa 34.400 €.

A parità di rendimento medio, un calo all’inizio è quasi un vantaggio per chi accumula (compri a prezzi bassi con tutti i versamenti futuri), mentre un calo alla fine fa più male perché colpisce il capitale già costruito. È il motivo per cui, avvicinandosi all’obiettivo, si riduce il rischio spostandosi gradualmente su strumenti più stabili: ne parliamo nell’articolo sull’asset allocation. Si tratta di un’illustrazione con numeri ipotetici, non di una previsione.

Per vedere la versione netta di queste simulazioni, con costi, bollo, tasse e inflazione, usa il calcolatore PAC netto.

Cosa portarti a casa

  1. Con 100€ al mese e ipotesi ragionevoli, 20 anni possono portare a un capitale di 30-50 mila euro lordi su 24.000€ versati.
  2. Il tempo conta più della cifra: dalla simulazione a 30 anni emerge che oltre la metà del capitale è generata dai rendimenti.
  3. Il risultato reale è più basso di quello lordo: tasse, costi e inflazione vanno sempre considerati.
  4. La regolarità batte la perfezione: non serve indovinare il momento giusto.

Se devi ancora iniziare, il percorso completo è nella guida completa per iniziare a investire, e i passi per aprire un conto sono in come aprire un conto per investire.

Domande frequenti

100 € al mese sono pochi?

Non esiste una cifra minima “giusta”: conta che sia sostenibile e costante. Con 100 € al mese in 20 anni versi 24.000 €, e con rendimenti ipotetici può diventare una somma importante. Se parti da meno, puoi aumentare la rata quando il reddito cresce.

Quanti anni servono per vedere risultati?

Nei primi anni il capitale cresce soprattutto per i tuoi versamenti. L’effetto dei rendimenti diventa evidente dopo 10-15 anni. Per questo il PAC è pensato per orizzonti lunghi, di almeno 10 anni.

Cosa succede se smetto di versare?

Il capitale già accumulato resta investito e continua a seguire il mercato. Puoi sospendere e riprendere il piano senza perdere quanto hai già messo, ma i versamenti non fatti non si recuperano e il capitale finale sarà più basso.

Meglio un PAC o versare tutto subito?

Dipende dai soldi che hai: se hai già una somma, in media il versamento unico ha storicamente reso di più perché resta investito più a lungo, ma espone di più al momento d’ingresso. Il PAC è la soluzione naturale quando i risparmi arrivano mese per mese. Il confronto completo è in PAC o PIC.

Il PAC garantisce di non perdere?

No. Il PAC spalma gli acquisti nel tempo, ma il capitale può comunque valere meno di quanto versato, soprattutto in periodi brevi. Nessuna simulazione elimina questo rischio.

Fonti

Le simulazioni sono calcoli illustrativi con rendimenti ipotetici costanti: non rappresentano rendimenti attesi né garantiti.

Per il quadro completo di imposte, bollo e dichiarazione, leggi la guida alle tasse sugli investimenti in Italia.


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