Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026. Norme controllate sul testo vigente del DPR 642/1972 e sui documenti dell’Agenzia delle Entrate elencati in fondo all’articolo. Contenuto educativo, non consulenza fiscale né finanziaria: come lavoriamo.
Chi apre un conto titoli per comprare un ETF si accorge presto di una voce che non dipende dai guadagni: l’imposta di bollo. Si paga anche quando i mercati scendono, quindi conviene capire bene come funziona. In questa guida vediamo l’aliquota, come si calcola, un esempio con i numeri e quanto pesa su un PAC (esempi riferiti al 2026).
Per il quadro generale sulle imposte negli investimenti trovi la guida alle tasse sugli investimenti; qui entriamo nel dettaglio di una sola voce.
Che cos’è l’imposta di bollo sul conto titoli
È un’imposta annua calcolata sul valore dei prodotti finanziari che detieni, non sul guadagno. È diversa dall’imposta sulle plusvalenze, di cui parliamo nella guida alle tasse sugli ETF in Italia. Si applica alle comunicazioni periodiche (estratti o rendiconti) che l’intermediario invia sul tuo deposito titoli: l’art. 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al DPR 642/1972 riguarda le comunicazioni relative ai prodotti finanziari.
Rientrano nei prodotti finanziari valori mobiliari e quote di fondi (quindi ETF, azioni, fondi) come indicato dalla Circolare 48/E del 2012 dell’Agenzia delle Entrate.
Aliquota e base di calcolo
L’aliquota è del 2 per mille annuo (0,2%) a decorrere dal 2014, applicata al valore di mercato dei prodotti finanziari risultante dalla comunicazione inviata dall’intermediario (testo vigente dell’art. 13, comma 2-ter; ribadita dalla Risposta n. 496 del 2019).
- Nessun importo minimo per i prodotti finanziari. I 34,20 € annui riguardano gli estratti di conto corrente e i libretti di risparmio (comma 2-bis), non il deposito titoli.
- Il tetto di 14.000 € vale solo per i clienti che non sono persone fisiche (nota 3-ter): non riguarda il risparmiatore privato.
- È proporzionale al periodo: se le comunicazioni sono periodiche o il rapporto inizia o finisce in corso d’anno, l’imposta è rapportata ai giorni del periodo rendicontato (Circolare 48/E del 2012).
- Senza rendiconto l’imposta si applica comunque una volta l’anno, al 31 dicembre o alla chiusura del rapporto (nota 3-ter, Risposta 496/2019).
- Non dipende dal risultato: si paga anche se il portafoglio è in perdita, sul valore del momento.
- Titoli di Stato: tra le esenzioni indicate nei documenti consultati (fondi pensione, fondi sanitari, previdenza obbligatoria, ONLUS) non compaiono i titoli di Stato, BTP compresi. Per il tuo caso verifica sempre il rendiconto del tuo intermediario.
Quando e come viene pagata
Di norma è l’intermediario (banca o broker con sede in Italia) a calcolarla e ad addebitarla, in base alla frequenza dei rendiconti: con rendiconto trimestrale l’imposta annuale viene divisa in quattro rate, con rendiconto annuale c’è un unico addebito a fine anno. A parità di valori il costo complessivo è lo stesso, cambia solo il momento in cui esce il denaro. Se usi un broker estero la situazione è diversa e conviene chiedere a un commercialista.
Esempio numerico (2026)
Ipotesi: aliquota 0,2%, persona fisica, valore del deposito pari al valore di mercato risultante dal rendiconto, un intero anno di possesso.
| Valore del conto titoli | Bollo annuo (0,2%) |
|---|---|
| 5.000 € | 10 € |
| 20.000 € | 40 € |
| 50.000 € | 100 € |
| 100.000 € | 200 € |
Se apri il conto a metà anno, l’imposta è rapportata ai giorni di possesso, quindi in quel primo anno paghi circa la metà.
Quanto pesa su un PAC: una simulazione
Simulazione puramente illustrativa, non una previsione: versamenti di 200 € al mese per 10 anni (24.000 € versati), rendimento ipotetico del 5% annuo lordo costante, bollo dello 0,2% sottratto una volta all’anno dal valore del portafoglio. Sono esclusi costi di acquisto, TER e imposta sulle plusvalenze, perché qui isoliamo solo il bollo.
| Scenario | Valore dopo 10 anni |
|---|---|
| Senza bollo | circa 30.873 € |
| Con bollo 0,2% annuo | circa 30.511 € |
| Differenza | circa 362 € |
Il bollo, da solo, è un costo contenuto, ma è fisso nel tempo e si somma agli altri: per questo vale la pena guardare anche il TER dell’ETF. Per provare numeri tuoi puoi usare il calcolatore PAC netto tasse, costi e inflazione, e per capire che cosa aspettarti da un versamento regolare c’è l’articolo su quanto rende un PAC da 100 euro al mese.
Come tenerlo sotto controllo
- Leggi le condizioni del broker: controlla nel documento informativo come viene applicato il bollo al tuo conto. Se stai ancora scegliendo, vedi come aprire un conto per investire.
- Controlla l’estratto conto a inizio anno: l’importo addebitato dovrebbe corrispondere allo 0,2% del valore indicato nel rendiconto, rapportato ai giorni di possesso.
- Mettilo nei conti: se confronti ETF e titoli di Stato, il bollo si applica a entrambi (vedi ETF o BTP: differenze).
Casi particolari
Questa guida descrive il caso più semplice: persona fisica con broker o banca con sede in Italia. Con un broker estero, partita IVA, successioni o rapporti detenuti all’estero le regole possono cambiare (per esempio si parla di un’imposta diversa e di obblighi dichiarativi): in questi casi rivolgiti a un commercialista o consulta direttamente i documenti ufficiali.
Domande frequenti
Il bollo si paga anche se perdo sull’investimento?
Sì. Si calcola sul valore dei prodotti finanziari, non sul guadagno: con un portafoglio in perdita si paga comunque, sul valore più basso.
C’è un importo minimo per chi ha pochi soldi investiti?
Per le persone fisiche, sui prodotti finanziari, né il testo vigente della norma né i documenti dell’Agenzia delle Entrate consultati indicano un minimo: l’imposta è proporzionale (per esempio 10 € su 5.000 €). Il minimo di 34,20 € riguarda il conto corrente e i libretti di risparmio, non il deposito titoli.
Il bollo si paga anche sui BTP?
Dai documenti consultati non risulta alcuna esenzione per i titoli di Stato: rientrano tra gli strumenti finanziari soggetti all’imposta. Controlla comunque il rendiconto del tuo intermediario.
Chi lo paga, io o il broker?
Il costo è a tuo carico. Se il broker ha sede in Italia di solito lo calcola e lo addebita al posto tuo; con un broker estero la situazione è diversa e conviene chiedere a un commercialista.
In sintesi
- Il bollo sul conto titoli è lo 0,2% annuo del valore dei prodotti finanziari (aliquota in vigore dal 2014).
- Si calcola sul valore, non sui guadagni, quindi si paga anche in perdita.
- Per le persone fisiche non c’è un minimo sui prodotti finanziari; il tetto di 14.000 € riguarda solo chi non è persona fisica.
- Su 20.000 € sono 40 € l’anno; in una simulazione PAC da 200 €/mese per 10 anni pesa circa 362 € a fine periodo.
- Per broker esteri, partita IVA o successioni serve un commercialista.
Io investo da circa un anno con un PAC mensile su un ETF MSCI World, nel piccolo, ispirandomi a Buffett e Munger: per questo penso che conoscere i costi, bollo compreso, sia parte del metodo.
Fonti ufficiali
- DPR 26 ottobre 1972, n. 642 – Disciplina dell’imposta di bollo, Allegato A, Tariffa parte I, art. 13, commi 2-ter e note 3-bis e 3-ter (Normattiva, testo vigente consultato il 6 ottobre 2026)
- Agenzia delle Entrate, Risposta a interpello n. 496 del 2019 (aliquota del 2 per mille dal 2014, applicazione annuale, DM 24 maggio 2012)
- Agenzia delle Entrate, Circolare n. 48/E del 21 dicembre 2012 (prodotti finanziari interessati, valore di mercato, rapporto ai giorni del periodo rendicontato)
Contenuto a scopo educativo: non costituisce consulenza fiscale né finanziaria. Le norme possono cambiare e ogni situazione è diversa: verifica sempre i documenti ufficiali o rivolgiti a un commercialista. Articolo preparato con il supporto dell’intelligenza artificiale e rivisto da Matteo.
